
N.B. : IN QUESTA PARTE DELL’ARTICOLO SI PRESUME CHE CI SIA GIÀ UNO STORAGE ISCSI CONFIGURATO CON DEI VOLUMI RESI DISPONIBILI AL NOSTRO COMPUTER , NEI PROSSIMI ARTICOLI VEDREMO COME CREARE UNA ” STORAGE SERVER ISCSI ” .
oggi parleremo di come configurare l’accesso ad uno storage iSCSI utilizzando l’iSCSI initiator presente in quasi tutte le distribuzioni linux .
Prima di tutto si deve installare l’iSCSI initiator , che ci permettera di comunicare con lo storage iscsi .
Il pacchetto necessario al nostro scopo si chiama iscsi-initiator-utils e l’installazione su Fedora/CentOS/RedHat è molto semplice , basta aprire una console come utente root ed eseguire il comando :
#yum install iscsi-initiator-utils
I file di configurazione del inizializzatore iscsi si trovano in /etc/iscsi , all’interno di questa directory troviamo due file :
- initiatorname.iscsi
- iscsid.conf
Il primo file (initiatorname.iscsi) generalmente non viene toccato, e rappresenta l’identificativo del nostro sistema nella SAN (Storage Area Network) iSCSI , al suo interno troverete una stringa simile a questa :
InitiatorName=iqn.1994-05.com.fedora:54611c13429d
Se vogliamo possiamo modificare la parte scritta in grassetto , sostituendola con il nome del nostro computer per rendere più “user friendly” l’identificazione del host .
Il secondo file (iscsid.conf) , contiene la configurazione per l’accesso allo storage server iscsi , è qui che andremo a configurare alcuni parametri necessari per accedere allo storage iSCSI . Ciò che dobbiamo configurare sono i parametri d’accesso allo storage , in poche parole il nome utente e la password :
node.session.auth.username = My_ISCSI_USR_NAME
node.session.auth.password = MyPassword
discovery.sendtargets.auth.username = My_ISCSI_USR_NAME
discovery.sendtargets.auth.password = MyPassword
node.session.auth.* : Utilizzato dal initiator per autenticarsi sullo storage (target) durante l’accesso al volume iSCSI .
discovery.sendtargets.auth.* : Utilizzato dal initiator per le sessioni di discovery dei volumi sullo storage (target) .
Il pacchetto iscsi-initiator-utils , installa anche dei tools per gestione dei volumi iSCSI e dei servizi che devono partire in automatico al avvio del sistema ( iscsi e iscsid ) .
La prima utility che andremo ad utilizzare si chiama iscsiadm , e serve per gestire il nostro initiator iSCSI . Il suo primo compito sarà quello di trovare i volumi presentati dal Target (storage server) al nostro compuetr :
#iscsiadm -m discovery -t sendtargets -p 192.168.0.4
Con l’opzione -m specifichiamo al utility il modo in cui deve lavorare , in qu esto caso discovery ; -t sendtargets , istruiamo il target (storage server) a mandarci una lista dei volumi disponibili , mentre con l’opzione -p , specifichiamo l’indirizzo IP del target .
A questo punto riavviamo il servizio iscsi :
#service iscsi restart
Se andiamo a vedere nel file di log messages , vedremo che è stato trovato un nuovo volume :
#tail -f /var/log/messages
Oct 14 12:42:20 kernel: Vendor: EQLOGIC Model: 100E-00
Rev: 3.2
Oct 14 12:42:20 test10 kernel: Type: Direct-Access
ANSI SCSI revision: 05
Oct 14 12:42:20 test10 kernel: SCSI device sdd: 41963520 512-byte hdwr sectors
(21485 MB)
Oct 14 12:42:20 test10 kernel: sdd: Write Protect is off
Oct 14 12:42:20 test10 kernel: SCSI device sdd: drive cache: write through
Oct 14 12:42:20 test10 kernel: SCSI device sdd: 41963520 512-byte hdwr sectors
(21485 MB)
Oct 14 12:42:20 test10 kernel: sdd: Write Protect is off
Oct 14 12:42:20 test10 kernel: SCSI device sdd: drive cache: write through
Oct 14 12:42:20 test10 kernel: sdd: unknown partition table
Oct 14 12:42:20 test10 kernel: sd 3:0:0:0: Attached scsi disk sdd
Questo ci indica che è stato trovato il nostro volume iSCSI , a questo punto non ci resta che creare una partizione su di esso e formattarlo con un filesystem ext3 , ed il gioco è fatto .